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Alcol, “ male oscuro” tra pareti domestiche e stragi del sabato notte!!
Otto milioni e 624 mila gli italiani che bevono troppo. Dal rapporto Istat "Uso e abuso di alcol in Italia" riferito al 2010. Sono 16.637.000 gli italiani equilibrati nell'uso dell'alcool, eccedono anziani e giovanissimi, uno su sei, tra i 18 e i 24 anni, è portato a ubriacarsi, soprattutto nei fine settimana, aumenta la percentuale di chi beve fuori dai pasti, anche se in modo saltuario. In particolare tra il 2000 e il 2010 è aumentato del 25% il numero di donne che consuma bevande alcoliche fuori dei pasti, mentre tra i maschi l'incremento è del 15% e riguarda meno i giovanissimi. Il cambiamento interessa anche il tipo di alcolici. Chi beve solo vino e birra, infatti, è in calo sia nella fascia di età dei giovanissimi, dove si registra un meno 39,3%, che in quella dei più grandicelli (22-44 anni) -42,4%. Alle bevande alcoliche tradizionali si affiancano sempre più spesso gli aperitivi e i superalcolici. Non si può parlare in nessun caso di consumo moderato quando a bere è un ragazzino con non più di 15 anni, ad aver assunto alcolici nel corso del 2010 è il 15,2% dei maschi e il 12% delle femmine entro i 15 anni. E a 16-17 anni c'è già un 5,6% di maschi e un 5,8% di femmine che consuma alcolici fuori pasto almeno una volta alla settimana. Tra le persone con basso titolo di studio è più elevata la quota di chi beve tutti i giorni (34,3% tra chi ha la licenza elementare contro il 25,6% tra chi ha la laurea); tuttavia se si considerano anche i bevitori occasionali i più dediti all'alcol diventano i laureati (77,6% contro il 57,5% per chi ha la licenza elementare). Nelle classifiche regionali, Campania e Sicilia sono le aree virtuose del Paese, dove i comportamenti a rischio nel consumo di alcolici sono limitati a fette marginali della popolazione, perlopiù maschili. Al contrario le aree dove l'uso di alcol è tutt'altro che moderato sono nel Nordest, in Valle d'Aosta, Molise e in Sardegna.
Il consumo di alcol tra i giovani è diventato, specie tra i paesi dell’Unione Europea, una scelta comportamentale, di costume sociale. Bere fino a crollare a terra è “un pariare” del fine settimana, responsabile di gran parte dei morti, sulle strade, del sabato notte. Molti di questi giovani non diventeranno alcolisti cronici, perché spegneranno le loro vite, come vittime di incidenti stradali o risse.
In forte aumento il numero delle casalinghe dedite all’alcol, chiuse tra le pareti domestiche vivono il loro dramma in solitudine, spesso con epilogo tragico, con suicidio o sparizioni inspiegabili.
Chi in famiglia vive questa dolorosa esperienza, per la presenza di un familiare alcol-dipendente, sa di avere ben poco a disposizione. Il ricovero per la disintossicazione può essere solo volontario, a meno di un intervento del magistrato per accertata pericolosità sociale. Il paziente alcolista passa dall’euforia alla depressione velocemente. Gli scatti di collera liberano una violenza distruttiva inimmaginabile, che nel tempo mina e distrugge affetti e interi nuclei familiari.
L'etanolo, noto anche come alcol etilico o spirito di vino, dopo essere stato ingerito, passa dal tubo digerente alla corrente sanguigna, viene assorbito totalmente e velocemente, specialmente nel cervello dove raggiunge una concentrazione simile a quella ematica. La sua presenza nel sangue, riscontrabile entro 5 minuti dall'ingestione, raggiunge la massima concentrazione ematica in un tempo compreso tra i 30 minuti e le 2 ore. Circa il 90% dell'alcol ingerito viene degradato, in gran parte a livello del fegato, questo processo causa la formazione di composti dannosi per l'organismo. La sostanza non metabolizzata viene eliminata, in gran parte attraverso i reni e i polmoni.
Antonio Alfano
Chi è interessato può trovare aiuto e info sul sito www.alcolisti-anonimi.it
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