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13 milioni i fumatori in Italia - A Napoli il 35% del personale ospedaliero fuma in corsia - In aumento le fumatrici e gli under 14
Girando tra le strutture Sanitarie Pubbliche Napoletane, è impressionante il numero di operatori sanitari che si incrociano con la sigaretta accesa tra le dita, i più trasgressivi risultano i visitatori, seguiti a ruota dai medici- specializzandi , dagli allievi infermieri, dal personale di ruolo e, a chiudere, dagli stessi " cittadini ospedalizzati" . "Sopralluoghi a vista", con relative dichiarazioni confidenziali, ci hanno consentito di valutare in oltre il 35% i fumatori "di corsia", in servizio nella Sanità Pubblica Napoletana.
L'Organizzazione mondiale della Sanità ha dichiarato il fumo la prima causa di morte evitabile nel mondo. Il Ministero della Salute italiano, ha stimato approssimativamente i morti per fumo in 90mila morti in Italia (circa il 15% del totale dei decessi, 10 volte più delle vittime degli incidenti stradali) e 3 milioni nel mondo.
I dati della "Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori", ente pubblico, indicano che il fumo del tabacco e' responsabile dell'80-90% dei tumori laringei e polmonari, del 20-40% dei tumori della vescica, dei reni e del pancreas, insieme con l'alcol del 40-50% dei tumori della bocca e dell'esofago, nonche' del 20-30% sia delle broncopatie croniche che degli infarti e delle altre affezioni cardio-circolatorie. Fumare provoca, in sintesi, 2 diverse tipologie di danni estremamente gravi, che colpiscono sia i fumatori attivi che i passivi. Innanzitutto vi e' una lesione dell'albero bronco-polmonare, che porta non solo al tumore ma anche all'asma e alla bronchite cronica. E vi sono poi le lesioni al sistema cardiocircolatorio, danni provocati anche dal calore che agisce sulle coronarie. E' inoltre accertato che il fumo causa la nascita di bimbi sottopeso.
Una morte su dieci nel mondo è causata dal tabagismo. Lo dice l'ultimo rapporto americano "Tobacco atlas" che denuncia cifre allarmistiche: secondo il report, a cui hanno collaborato anche la World Lung Foundation e l'American Cancer Society, l'anno prossimo il tabacco ucciderà nel mondo 6 milioni di persone, 7 milioni nel 2020, 8 milioni nel 2030. Cifre che possono sorprendere ma negli ultimi 40 anni il tasso dei fumatori è diminuito nei paesi ricchi come Usa, Gran Bretagna e Giappone aumentando pero' in quelli in via di sviluppo come Cina ed India.
Il fumo per età
Quasi un terzo della popolazione giovanile
Fra i giovani di 15-24 anni i fumatori correnti sono il 28,2% dei maschi ed il 21% delle femmine.
Più di un terzo nella popolazione lavorativamente attiva
Nella fascia d’età che va dai 25 ai 44 anni tali valori aumentano, 35,9% negli uomini e 31% nelle donne.
Un quarto della popolazione a maggior rischio
Fra i 45 e i 64 anni l’abitudine al fumo passa a 29,2% fra gli uomini e 24,5% fra le donne.
Una forte prevalenza maschile negli over 64 .
Dopo i 64 anni continua a fumare 16,6% degli uomini mentre si abbassa al 7,5% la percentuale delle donne fumatrici.