Medicina Solidale


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Obesità infantile


Sono Campani i bambini più "pesanti" d'Europa

La percentuale dei bambini Campani in sovrappeso è salita al 28%, mentre i "bimbi obesi" hanno raggiunto la quota allarmante del 21% . Per gli adulti i dati, forniti dall'Istat e dal ministero della Salute, sono ancora più preoccupanti , risulta che il 48% dei campani maschi sono in sovrappeso, mentre le donne sono il 41%. Abitudini alimentari "senza controllo" suggerite, in parte, anche da una cultura popolare convinta, specie sulla crescita del bambino, che più si mangia e più si sta bene.
Nel mondo sono oltre un miliardo gli individui in sovrappeso, gli obesi sono quasi 300 milioni, 130 milioni solo in Europa. 22 milioni sono bambini

Il 2010 è stato scelto come "anno di lotta contro l'obesità"

Ma ke napulitani, kumma mma fà pe cioffà kapì ?


Nun'abbuffat e criature cò magnà

Uè, mamme napulitane, si vulite bene e criature voste nunnè buffate e magnà. Troppa robba e sfizzie e killi piatt' accupput, fann solo ingrassa ma nu fann a salute.
E criatur kiatt fanno fatica a pazzià e vuie v' accirite allè purtà in braccio. O' criatur kiatt s'addà scurdà do pallon, cu chella panza po' fa solo a Ciccibacco ncopp a vott. Si vulit ò bene de figli vuost , nunn e buffat e magnà, ratele o peso giust e faciteli abituà, cò bene da salute ven primma e tutte e cose


Troppo cibo fa male alla salute dei bambini

Ehi mamme napoletane, se volete bene ai vostri bambini, non li riempite di cibo. Troppe merendine e i primi piatti abbondanti fanno solo ingrassare, non fanno mica salute. I bambini grassi fanno fatica a giocare e voi vi uccidete a prenderli in braccio.
Il bambino grasso deve dimenticare il pallone, con tanta ciccia può fare solo Ciccibacco sulla botte. Se volete bene ai vostri bambini , non li gonfiate di cibo, dategli il peso giusto e fateli abituare, che il bene della loro salute, viene prima di tutto


Obesità / Diabete - esiste un legame?


Si! Anche se sottile esiste un legame tra due malattie del nostro tempo: obesità e diabete.
L’obesità/diabete è una “provocazione” naturale della società dei consumi che prescinde dagli stili di vita e dalle abitudini alimentari e dalla sedentarietà, tutte caratteristiche delle società attuali, e non solo viene pregiudicata la qualità e la quantità della vita, può compromettere il livello di autostima e di accettazione della propria condizione creando anche numerosi problemi a livello psicologico con rilevante aggravio economico per la sanità pubblica; in Europa (Italia compresa) ormai l’obesità è considerata una malattia cronica, in forte crescita, un fattore di rischio invalidante per la salute, e negli ultimi anni gli obesi sono cresciuti di circa il 30%, ed in egual misura è diffuso il diabete di tipo 2 (non insulino -dipendente) che è poi la forma più comune di questa malattia.
La maggior parte dei diabetici sono anche obesi e ciò, è stato scoperto, è da attribuirsi alla produzione da parte delle cellule grasse di una proteina denominata resistita; questa proteina svolge un ruolo determinante nella resistenza all’insulina da cui si scatena il diabete due; addirittura dei ricercatori hanno scoperto che topi diabetici afflitti da obesità sia genetica, sia indotta, presentano livelli di resistita molto più elevati. La stessa evidenza è stata confermata sugli uomini.
L’aumento dell’obesità è dovuto alla diffusione sempre maggiore di un’alimentazione ad alto contenuto di grassi, zuccheri e sali e per stili di vita eccessivamente sedentari.
Il diabete è una patologia molto diffusa nel mondo; in Italia sono circa 2,3 milioni le persone affette, e le previsioni sono di un aumento di circa il 20/30% per i prossimi 10 anni. È una patologia cronica, caratterizzata da un aumento dei valori del glucosio nel sangue; colpisce entrambi i sessi ed è dovuta all’incapacità dell’organismo di sintetizzare oppure utilizzare l’insulina prodotta dal pancreas; esso infatti permette alle cellule umane di assorbire gli zuccheri stessi e trasformarli in energie per l’organismo. Se viene a mancare o non riesce ad agire correttamente è impossibile per il corpo utilizzare in maniera adeguata le risorse nutritive presenti nel cibo. Le conseguenze del diabete comprendono i danni a lungo termine, la disfunzione e l’insufficienza di vari organi. Molto spesso i sintomi non sono marcati o sono assenti, quindi l’iperglicemia può causare modificazioni funzionali molto tempo prima che venga fatta la diagnosi. Un diabete non controllato porta anche ad effetti a lungo termine quali possono essere le complicanze specifiche come la retinopatia, nefropatie, neuropatie, malattie vascolari, ed anche disfunzioni sessuali.
Il diabete è associato ad obesità ma le cause di questo agguerrito binomio sono in gran parte sconosciute. L’alimentazione è fondamentale nella correlazione diabete/obesità; l’obesità era inesistente nell’antichità come è inesistente oggi tra i primati della savana. Con l’introduzione dell’agricoltura e il consumo dei cereali, dei condimenti, del sale e dell’allevamento degli animali si ha l’inizio per i primi obesi. Le cause dell’obesità sono da ricercare nell’introduzione di alimenti ricchi di carboidrati e calorie; il conseguente eccesso di insulina induce la sintesi e l’immagazzinamento dei grassi e di conseguenza dell’aumento di peso. Da ciò emerge l’equazione: + carboidrati - + insulina - + grassi accumulati - + obesità.
Sembra strano affermarlo, ma il cambiamento di regime dietetico imposto dal diabete può diventare un’occasione per tutta la famiglia del diabetico, dal momento che quest’ultimo si trova costretto a modificare la propria alimentazione, sperimentando nuovi cibi e ricette, anche i suoi familiari avranno l’occasione di provare nuovi gusti e sapori più sani, e magari di introdurli anche nella propria dieta quotidiana.

Il progetto " Magnamm kiù pock" è stato realizzato da Tonya Tondi, Antonio Alfano e Roberto Cioffi, infermieri professionali, volontari dell'Associazione culturale No Comment

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