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Un'anestesista, un chirurgo e un'infermiera premiati, da Medicina Solidale, come esempio della cultura del "fare solidale" . Perchè oltre la professione, oltre il paziente, c'è l'uomo - Napoli 10 maggio 2009
Geraldina, la cultura del fare e del dare
Geraldina era una infermiera speciale, una delle "ragazze dell'oncologia pediatrica" del vecchio Policlinico, un'eroina silenziosa ed efficiente, che per oltre 25 anni ha accarezzato, curato, amato e protetto i suoi pazienti con una dedizione, un coraggio e una professionalità rari a trovarsi. Da qualche tempo il suo corpo era aggredito da un male incurabile che la indeboliva e la consumava, privandola di quella energia che sembrava inesauribile. Geraldina ha cessato di vivere lunedì 4 maggio 2009, in un letto dell' Astanteria Medica, e nessuno dei "grandi" dell'Azienda a cui Lei ha dedicato la sua vita se ne accorto.
Geraldina resta patrimonio umano e professionale che ha fatto grande il "vecchio Policlinico", dove alla pratica di un'assistenza professionalmente ottimale è abbinata una cultura solidale.
Un "atto dovuto" alla cultura del dare e del fare
Walter Simeone, positivo è meglio
Walter Simeone è un comunicatore per "elezione", è un positivo che ti tira su il morale anche se non vuoi. È quello che in sala operatoria abbina alla grande competenza un fare sereno e cordiale che sdrammatizza l'evento. Il suo faccione sorridente diventa una garanzia in più per il paziente che sa di ritrovarselo davanti agli occhi al risveglio. Nato a Cerreto Sannita nel 1955 si laurea in medicina e chirurgia al Primo policlinico di Napoli nel 1982. Dal 1986 è specialista in anestesia e rianimazione. Dal 1993 è responsabile del servizio di anestesia e rianimazione presso una struttura convenzionata di Telese Terme. Dal 1996 è dirigente di primo livello all'ASL CE1 presso il P.O. Piedimonte Matese. Dal 1998 collabora in convenzione con il servizio anestesia e rianimazione della SUN . Dal 2006 è anche docente presso la scuola di specializzazione in chirurgia generale SUN
Alberto Piatto,il veterano con lo zainetto
Nato a Napoli nel 1957, si laurea in medicina nel 1982, con base formativa da liceo classico. Entra quasi subito al vecchio Policlinico, oggi A.O.U., nell'84 come " gettonato ". E' Specialista in Chirurgia Generale dall'87 . Interessi : jazz , pesca ,letteratura mitteleuropea . Quello che caratterizza Alberto è una disponibilità solidale a "prescindere" dalla professionalità, anche non conoscendoti ti mette a proprio agio, addolcendo quella patina di timore che incute di solido il rapporto con il chirurgo. A vederlo, con quella sua inseparabile borsa zainetto, sembra un universitario fuori corso, ma non lasciatevi ingannare dall'apparenza, perché nei fatti è un veterano con 20 anni di esperienza sul campo
Azienda Ospedaliera Universitaria, parliamo del positivo
E' vero ci sono grosse difficoltà gestionali per il "vecchio Policlinico", oggi AOU, ma privare il territorio di Servizi ambulatoriali e assistenziali che in decenni di attività hanno prodotto risultati e competenze che hanno contribuito alla storia della medicina moderna è una scelta che non condividiamo.
Medicina solidale, non è mai stata "doce e sal" con l'Azienda segnalando, nel solo interesse della qualità assistenziale, disservizi e inefficienze e, sempre per lo stesso interesse, intende dare visibilità "alla buona sanità" che nonostante le poche risorse disponibili riesce a garantire. Servizi, quali gli ambulatori pediatrici, allergologici, il centro per la prevenzione del tumore al seno o il servizio di endoscopia, terapia del dolore e antalgica e gli ambulatori oftalmici, lavorano bene.
Questa una delle ragioni che ci hanno convinto a consegnare il premio 2009 "medicina solidale" a tre operatori dell'assistenza, patrimonio professionale e solidale, operanti nell'A.O.U. di Napoli
Una testimonianza presa al volo : Carmine, 60 anni pensionato:
Il dolore alla colecisti mi rubava il sonno e l'appetito. Pensavo al peggio, sono sceso di 20 kg in 2 mesi. In ambulatorio della chirurgia geriatrica mi sono presentato, era la fine di maggio, con un nodo alla gola. Dopo 10 giorni tra visita e indagini, si decide per l'intervento . Vengo operato, dopo una lista di attesa di 8 giorni, in laparoscopia. Ad operarmi il profess. Silvestro Canonico, titolare del Servizio, e dall'assistente ordinario Ferdinando Campitiello. In meno di 72 ore ero a casa senza drenaggio, senza febbre e soprattutto ….senza più dolore.
Cosa è la colecistectomia laparoscopica
La calcolosi della colecisti colpisce il 18% della popolazione, soprattutto le donne , 3 a 1 rispetto al sesso maschile, specie nella quinta decade di vita. Per il trattamento della litiasi della colecisti sintomatica è utilizzatala terapia chirurgica. Il paziente, già a distanza di circa 8 ore dall'intervento, può iniziare a bere e il giorno dopo può assumere una dieta normale. Entro 7 giorni il paziente può tornare alla normale vita di relazione. Rispetto all'intervento chirurgico tradizionale, la procedura laparoscopica presenta una invasività contenuta e ridotto dolore post-operatorio, meno complicanze (infezioni, laparocele, aderenze), e poca aggressione estetica.