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Rifiuti "speciali - casalinghi" e rischi epidemiologici.
Un elemento che a nostro parere è di allarme sanitario a Napoli, oltre alla diossina, alle polveri sottili e quant'altro, è lo smaltimento improprio, da parte di molti cittadini, di rifiuti speciali prodotti in casa: materiale organico, bendaggi medicali, farmaci scaduti, siringhe e aghi derivanti da un' assistenza "infermieristica fai da te"
Una realtà confermata non solo dagli operatori ecologici, che dichiarano di trovarsi spesso a maneggiare "rifiuti speciali" di provenienza casalinga, ma dagli stessi trasgressori, che non sembrano rendersi conto del danno, in salute, che procurano alla comunità, trasgredendo qualsiasi protocollo di antinfortunistica sanitaria.
Il materiale infetto, abbandonato in strada senza le opportune procedure ( spuntinatura aghi, insacchettamento garze ecc..) rischia di procurare, attraverso contatti accidentali, con uomini e animali, danni epidemiologici di difficile gestione sanitaria, specie in rapporto al propagarsi dell'epatite C.
Questo "smaltimento improprio" è praticato, secondo una nostra indagine, da tre famiglie su dieci, soprattutto tra le fasce sociali meno agiate, nei quartieri più popolari, laddove l'assistenza domiciliare integrata è deficitaria o totalmente assente.
Si rende indispensabile, rispetto a tale problematica, un progetto concreto di "educazione al bene salute", che indichi ai cittadini le procedure e l'uso dei presidì atti a tutelare la propria e l'altrui salute.
Nei limiti imposti dalle nostre risorse, i volontari di medicina solidale sono già impegnati in tal senso, attraverso l'elaborazione di una campagna di informazione e di educazione.